semi autofiorenti indoor , il CBD non possiede effetti psicotici, ma è in grado di modulare l’azione del THC prolungandone gli effetti terapeutici ed limitandone quelli collaterali. I pazienti, in annotazione i pazienti reumatici afflitti spesso da dolore cronico, come i fibromialgici, sono confusi; mancan un’adeguata conoscenza sull’argomento anche da inizia di medici e farmacisti e le notizie, che in molti reperiscono sul web, sono frammentarie e il più delle volte non corrette.
Altri medici intervenuti avvengono stati Geraldo Alongi, dirigente dell’Hospice dell’Asp di Agrigento, che ha illustrato evidenze scientifiche, linee guida, limiti e potenzialità dell’efficacia analgesica nei protocolli terapeutici verso base di cannabis” ed Carlo Privitera che ha parlato del Progetto MediComm, che consente la teleassistenza per i pazienti trattati con fitocannabinoidi.
Il termine artrite fa riferimento verso moltissime malattie che colpiscono le articolazioni e il tessuto circostante, tra nel modo che quali l’artrite reumatoide, un malanno delle articolazioni quale infiammate causano dolori, gonfiori e nei casi appropriata gravi addirittura la perdita di funzionalità di un arto.
E sugli effetti pratici dell’assunzione dei preparati a base vittoria cannabis, è Balbo verso spiegarne l’efficacia: «Li assumo da tredici anni, ero farmaco resistente, avevo apprensione della mia malattia, ciononostante oggi posso dimenticarmi dei miei problemi, ho riacquistato la vista, anche se reperire la cannabis terapeutica legalmente in Italia diventa sempre più difficile».
È importante cercare la dose minima efficace: frequentemente, l’effetto sui sintomi tuttora malattia compare a dosaggi più bassi rispetto alla funzione antidepressiva, inoltre è importante spiegare bene al paziente come funziona il farmaco e perché è somministrato.
Come si legge nel dossier scientifico Cannabinoidi e sclerosi multipla” dell’Aism – Associazione italiana sclerosi multipla, gli studi sui cannabinoidi nella SM seguono 2 direzioni: quella di valutare i cannabinoidi come probabili trattamenti sintomatici e come possiamo dire che eventuali trattamenti di base, analizzando le sue potenzialità neuroprotettive.
E’ stato anche dimostrato che i cannabinoidi possiedono effetti antinfiammatori e successo bloccaggio della dopamina, il che può aiutare durante la regolazione del sonno, dell’umore e della capacità vittoria apprendimento, fattori che sono solitamente alterati dalla fibromialgia.
L’ artrite dicono che sia una malattia cronica quale provoca forti dolori verso chi ne è propensione, ma nonostante resti tuttora incurabile, la cannabis è in grado di proteggere ad alleviarne i dolori e i processi infiammatori, potendo addirittura frenarne la progressione.
Del banco, che si riunirà presso l’Assessorato per la Salute, fanno parte docenti universitari, medici, farmacisti, esperti costruiti in terapia del dolore, neurologi, componenti dell’assessorato ed i rappresentanti delle associazioni quale in questi anni hanno seguito gli sviluppi osservando la materia di uso terapeutico della cannabis.
I cinesi, consapevoli delle sue proprietà analgesiche, usavano la pianta per scopi medicinali già nel 2000 a. C. Infatti, un testo cinese che risale a quella data e che si ritiene sia uno dei primi registri a documentare l’utilizzo sanitario della cannabis, afferma che la marijuana “disfa il reumatismo”, suggerendo appunto un effetto antiinfiammatorio nei confronti della malattia.